Torino : Diana al estero
L’emigrazione di Diana. I mercati sono aperti in Russia, Cina, Svizzera, Romania, Dubai. Petrachi non è riuscito a cederlo nella sessione invernale, ma al Toro resta un indesiderato e allora si prospetta una possibilità di trasferimento all’estero. Mentre Cairo dal ricevere insulti è passato all’indifferenza dei tifosi mostrando un nuovo atteggiamento presidenziale, nell’ombra e meno invasivo anche nei confronti dello spogliatoio (“Ci teneva a conoscere i tanti nuovi giocatori e a fare due chiacchiere con qualche ragazzo – ha spiegato Petrachi -, è la prova che Cairo è sempre vicino a tutti noi, la sua presenza è positiva, è un bel segnale”), il Toro prova ancora a liberarsi dei famosi “reietti”: Diana, Vailatti e Bottone.
Il primo è stato messo fuori lista, è l’unico in esubero per scelta societaria, appoggiata sulla normativa delle rose bloccate in B: Diana non potrà più giocare neanche per mezzo secondo. Vailatti e Bottone, invece, non subiscono limitazioni di natura regolamentare, dunque potrebbero essere ripescati in qualsiasi momento, ma resta il fatto che ieri anche a loro due è stato comunicato che non fanno più parte del progetto. E tutti e tre sono stati mandati ad allenarsi nel campo secondario. C’è chi a loro tutela sta già pensando di inviare diffide ufficiali e sviluppare atti formali affinché i diritti dei tre emarginati vengano rispettati: il lavoro atletico, per esempio, deve essere svolto in gruppo e non in un campo a parte. L’esclusione può limitarsi alle partitelle o durante la prova degli schemi. “Mi spiace molto per Diana, ho fatto di tutto per trovare una squadra anche a lui – diceva ieri Petrachi -. Purtroppo il mancato passaggio di Belingheri al Chievo all’ultimo momento ha fatto saltare anche la partenza di Diana (verso Bologna, ndr): le regole sulle rose bloccate mi impedivano nei fatti di prendere un altro giocatore in cambio (Marazzina, ndr), perché poi avrei subito dovuto metterlo fuori lista. Davvero, mi spiace molto per Diana, difatti adesso cercherò anche di trovare nuove soluzioni, magari pure dall’altra parte del mondo”.
In tanti Paesi, infatti, il mercato è ancora aperto: non solo in Cina o a Dubai. Anche in Russia: fino a marzo. O in Romania: per alcune settimane ancora. E in Svizzera: fino a metà febbraio. “Ma già a inizio gennaio il Torino avrebbe potuto scambiare Diana con Fini – attacca il procuratore di Diana, Tinti -, eppure il Toro si diceva non interessato al senese. Hanno perso tempo e poi sperato all’ultimo secondo di aggiustare tutto, ma così hanno anche sbagliato la strategia di mercato: avrebbero dovuto tenere un posto libero per favorire uno scambio. Queste regole delle liste bloccate sono sbagliate: così facendo vogliono calmierare i costi, ma poi i presidenti possono ugualmente continuare a ingaggiare un numero illimitato di elementi, salvo poi metterli nei fatti fuori squadra, pur pagandoli. E’ una norma contraddittoria e assurda, insomma. Umanamente è una vergogna quello che sta capitando a Diana, ai suoi due compagni emarginati e a tutti gli altri giocatori nelle loro condizioni in altre squadre. Non sono da contestare le scelte tecniche, che restano opinabili, ma la negazione del diritto di tutti i giocatori a svolgere il proprio lavoro. Queste norme non tutelano né le società né i calciatori. Se esistono liste bloccate a 20 giocatori, allora un club non dovrebbe avere il diritto di comprare neanche un giocatore in più finché non smaltisce tutte le eccedenze. E non esiste al mondo che Diana, così come gli altri, non si possa allenare regolarmente con i compagni, come da normativa. Difatti sono pronto a valutare ogni tipo di azione per difendere i diritti del mio giocatore”.